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Non Vedenti e Ipovedenti

Non Vedenti e Ipovedenti

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Idraulico

Rischio Idraulico

(tratto dal sito del Dipartimento di Protezione Civile)

Le alluvioni sono tra le manifestazioni più tipiche del dissesto idrogeologico e sono causate da un corso d’acqua che, arricchitosi con una portata superiore a quella prevista, rompe gli argini o tracima sopra di esse, invadendo la zona circostante ed arrecando danni a edifici, insediamenti industriali, vie di comunicazione, zone agricole, etc.
Le alluvioni più importanti che hanno interessato l’Italia e che hanno comportato un pesante bilancio sia in termini di vite umane sia di danni, sono state quelle del Po nel Polesine (1951), dell’Arno (1966) e del Po nel Nord Italia (1994 e 2000).
I fenomeni alluvionali censiti nella Banca dati del Progetto AVI (Aree Vulnerate Italiane), realizzata dal GNDCI-CNR per conto del Dipartimento, sono state nel periodo tra il 1918 e il 1994 oltre 28.000 ed hanno interessato più di 15.000 località.
Inoltre, in un rapporto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e dell’Unione delle Province d’Italia viene riportato che in Italia le aree a rischio elevato e molto elevato di alluvione sono diverse migliaia e coprono una superficie di 7.774 kmq, pari al 2,6 % della superficie nazionale.

Alluvione 4 Novembre 1966

(tratto dalla Carta Alluvione del 1966 – Provincia di Firenze)

L’alluvione del 4 Novembre 1966 è classificabile come l’evento più catastrofico che ha colpito il bacino dell’Arno dall’avvento delle misure idrologiche: 160mm di pioggia in 24 ore, ragguagliati sull’intero bacino con punte di 250-300 mm, portata al colmo misurata alla Nave di Rovezzano pari a 4100 metri cubi al secondo, 1500 km quadrati di area allagata sui 9000 km quadrati che copre l’intero bacino idrografico. All’epoca la sezione di P.te Vecchio non era in grado di smaltire più di 2200-2300 metri cubi al secondo rispetto ai 4100metri cubi al secondo in arrivo per cui strariparono ed invasero Firenze oltre 70 milioni di metri cubi di acqua. Sui lungarni fiorentini l’acqua inizio a tracimare dalle spallette in prossimità della Biblioteca Nazionale intorno alle ore 7 del 4 Novembre 1966, dopo che nella notte si erano già verificati straripamenti in tutto il Valdarno superiore e Valdarno medio a monte della città. L’evento si manifestò con gravi conseguenze anche sul reticolo minore con situazioni rimarchevoli, limitatamente alla Provincia di Firenze, lungo la Sieve, Bisenzio, Greve , Elsa  e Pesa i cui bacini furono interessati anche da innumerevoli dissesti per frana. I danni al patrimonio culturali furono pertanto indubbiamente inestimabili ed in alcuni casi irreversibili, ma nel complesso Firenze seppe rimarginare velocemente la ferita subita e lanciarsi  come capitale dell’arte .

Link Utili

Autorità di Bacino del Fiume Arno

Cartografia On Line Autorità di Bacino del Fiume Arno

Cartografie e Tabelle di Riferimento

All. B3 Reticolo Idraulico, Invasi e Specchi Acqua

All. C1 Pericolosità Idraulica

Tabella Esondazioni dell’Arno in Firenze dal 1177 al 1966

Tabella frequenze mensili esondazioni maggiori – frequenze Mensili eventi eccezionali – frequenze secolari esondazioni

Norme di Comportamento

prima_idraulico

 

 

 

 

 

seconda_idraulico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      Rischio Alluvione clicca per Riprodurre il testo

 

PRIMA
prima1 TIENI E CONTROLLA
periodicamente un kit di
emergenza (Safety Bag) con:
Kit di pronto soccorso +
medicinali salvavita in caso
di patologie
Torcia elettrica con pila di
riserva
Radio e pile con riserva
Impermeabili leggeri o cerate
Coltello multiuso
Chiavi di casa
Carta e penna
1 – 2 bottigliette di acqua
potabile
Coperta in pile
prima2 INSEGNA
ai bambini come comportarsi
in caso di emergenza come
chiudere gas, luce e acqua e
telefonare ai numeri di soccorso.
TIENI PRONTI
paratie o sacchetti di sabbia
per i locali che si trovano al
piano strada e chiudi le porte di
cantine, seminterrati o garage,
ma solo se non ti esponi a pericoli
dopo3 INFORMATI sugli strumenti che il Comune
utilizza per diramare l’allerta e
assicurati che la scuola o il
luogo di lavoro abbiano un
piano di emergenza per il rischio
alluvione.
semaforoALLERTA METEOsemaforo
allerta1 CONDIVIDI
con le persone a te vicine
quello che sai sull’allerta e sui
comportamenti corretti.
allerta2 SE TI DEVI SPOSTARE,
valuta prima il percorso e se
mettere al sicuro l’automobile
o altri beni, ed evita le zone
allagabili: può essere pericoloso.
allerta3 NON DORMIRE
ai piani seminterrati ed evita di
soggiornarvi.
allerta4 SE NON PUOI
abbandonare la casa, preparati
a salire ai piani superiori e attendi
l’arrivo dei soccorsi, eviterai di
essere travolto dalle acque che
possono salire anche di due
metri in pochi minuti.
Presta attenzione agli Allerta di
Protezione civile emessi dalle
autorità competenti.
               DURANTE                  ondaonda
durante1 NON MANIPOLARE
oggetti elettrici con mani e piedi
bagnati.
durante2 NON USARE
l’ascensore per salire ai piani
superiori o inferiori.
durante3 NON SCENDERE
nelle cantine e nei garage per
salvare oggetti o scorte.
Non cercare di mettere in salvo
la tua auto o i mezzi agricoli: c’è
pericolo di rimanere bloccati
dai detriti e di essere travolti da
correnti.
durante4 NEL MOMENTO
del pericolo e del bisogno aiuta
i disabili, gli anziani e gli abitanti
dei piani bassi del tuo edificio a
mettersi al sicuro.
i disabili, gli anziani e gli abitanti
dei piani bassi del tuo edificio a
mettersi al sicuro.
durante5 CHIUDI IL GAS
e disattiva l’impianto elettrico.
durante6 NON BERE
acqua dal rubinetto:
potrebbe essere contaminata.
durante7 LIMITA
l’uso del cellulare: tenere libere
le linee facilita i soccorsi.
Tieniti informato su come evolve
la situazione e segui le indicazioni
fornite dalle autorità.
durante8 NON AVVENTURARTI
per nessun motivo, nè a piedi nè
in auto, su ponti o in prossimità
di fiumi, torrenti, pendii perché
l’onda di piena potrebbe investirti.
Anche pochi centimetri d’acqua
potrebbero farti perdere il
controllo del veicolo o causarne
lo spegnimento:
rischi di rimanere intrappolato.
durante9 ATTENZIONE
a dove cammini:
potrebbero esserci voragini,
buche e tombini aperti.
Allontanati dalla zona allagata:
per la velocità con cui scorre
l’acqua anche pochi centimetri
potrebbero farti cadere.
durante10 FAI ATTENZIONE
ai sottopassi: si possono allagare
facilmente e intrappolarti dentro
il veicolo impedendoti di
uscirne.
durante11 NON ANDARE
mai verso il basso ed evita di
passare sotto scarpate naturali o
artificiali.
durante12 DIRIGITI
verso i luoghi più elevati.
Se sei in gita o in escursione,
affidati a chi è del luogo:
potrebbero indicarti delle aree sicure.
               DOPO                  
dopo1 FAI ATTENZIONE
anche nelle zone dove l’acqua si è
ritirata: il fondo stradale potrebbe
essere indebolito e cedere.
dopo2 VERIFICA
se puoi riattivare il gas e l’impianto
elettrico;
se necessario, chiedi la verifica
di un tecnico.
dopo3 PRIMA
di utilizzare i sistemi di scarico,
informati che le reti fognarie,
le fosse biologiche e i pozzi non
siano danneggiati.
Informati se le autorità hanno
dato indicazioni e seguile prima
di intraprendere qualsiasi azione,
come rientrare in casa, spalare
fango, svuotare acqua dalle
cantina.
dopo4 PRIMA
di bere l’acqua dal rubinetto
assicurati che ordinanze o avvisi
comunali non lo vietino.
Non mangiare
cibi che siano venuti a contatto
con l’acqua dell’ alluvione:
potrebbero essere contaminati.

 

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